Crioterapia emorroidi: guida all’ intervento chirurgico

crioterapia

Quando le emorroidi raggiungono stadi importanti, dal secondo in su, è auspicabile attuare un intervento che permetta di risolvere il problema alla radice. Si tratta della crioterapia, una metodologia che sfrutta il gelo per curare questa zona infiammata.

La crioterapia delle emorroidi può essere attuata sia nelle strutture ospedaliere sia nelle cliniche private e si tratta di un intervento ambulatoriale molto praticato in diversi paesi del mondo. Spesso la terapia del freddo è impiegata per porre un rimedio conclusivo al problema, quando soluzioni più leggere come i rimedi topici e orali non hanno regalato i risultati sperati.

La crioterapia avviene quindi in sede ambulatoriale. Il paziente viene fatto distendere in posizione di decubito laterale sinistra, ovvero disteso sul fianco sinistro con la mano sinistra sotto la testa, la gamba sinistra allungata e la gamba destra leggermente raccolta. Questa posizione permette al paziente di essere rilassato e di non contrarre lo sfintere anale, quindi consente che l’operazione si svolga con semplicità. Mediante degli appositi strumenti chiamati anoscopi si provvede a iniettare una certe dose di anestetico locale, che attua un’anestesia provvisoria ma sufficiente per sopportare l’operazione.

Una volta che l’anestesia inizia a fare effetto viene applicata una legatura mediante elastico sulla base di ogni nodulo, e quindi si lavorano gli stessi con la sonda criogenica che lavora ad una temperatura di circa -100 gradi centigradi. Lo scopo è quello di abbattere i noduli con il gelo e quindi di eliminarli in modo efficace. Ogni sessione dura dai 2 ai 4 minuti, a seconda dello stadio e della grandezza della zona da trattare.

Una volta conclusa la sessione è tolto l’anoscopio e l’operazione si considera conclusa. Subito dopo l’intervento di crioterapia il paziente può tornare a casa e riprendere le sue normali attività, anche se è sempre consigliato almeno un giorno di buon riposo per rilassare le sezioni toccate dall’operazione e per rigenerare il fisico.

La crioterapia è un’operazione infinitamente semplice, ma la zona trattata è pur sempre molto delicata. Viene quindi chiesto di alleggerire ogni azione e di trattare la zona con farmaci antinfiammatori locali. Al contempo, è somministrato un antibiotico che si occupa di bloccare gli eventuali attacchi batterici e anche un eventuale antidolorifico, da assumere se dovessero insorgere problemi nei giorni che seguono l’operazione.

Che funzione ha la crioterapia? Nei dieci giorni che seguono l’intervento i noduli trattati vanno incontro a una ‘necrosi vacuolare’ che può manifestarsi con sanguinamento, ma che non si rivela dolorosa. Dopo due mesi avviene una visita di controllo che si occupa di controllare se la patologia si è risolta in modo definitivo. Il paziente soggetto alle emorroidi potrebbe presentare delle recidive, ma tutto si gioca sulla prevenzione, quindi nella scelta di correggere le abitudini sbagliate che hanno portato alla comparsa del problema.

2 Responses to Crioterapia emorroidi: guida all’ intervento chirurgico

  1. vasco zucchi ha detto:

    avendo un problema di emorroidi vorrei sapere quali sono le strutture che applicano la chiroterapia. Abito a Tortona. in attesa di risposta vi ringrazio.

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