Dolore emorroidi, come riconoscerli e curarli

dolore emorroidi

Le emorroidi sono una parte del corpo situata nella zona retto anale, che si occupa di contenere i liquidi, i gas e i solidi, ma che lavora in modo importante anche durante l’evacuazione. Per cause diverse, il termine emorroidi viene impiegato per indicare il problema che le colpisce e non la zona stessa, quando invece sarebbe corretto parlare di malattia emorroidale.

Si tratta di un ingrossamento, ovvero di una dilatazione delle vene che le compongono, in quanto queste zone sono particolarmente vascolarizzate, ossia attraversate da molto flusso sanguigno. Per cause di natura diversa, le emorroidi possono quindi presentare queste irritazioni e diventare molto dolorose. Il dolore delle emorroidi si manifesta con fitte alla zona retto anale, ma anche con bruciori molto intensi e con pruriti che possono diventare incontrollabili. Il dolore delle emorroidi è direttamente proporzionale alla loro entità.

Nel caso di emorroidi interne si parla di un dolore circoscritto che assomiglia più a un prurito molto insistente, mentre nei casi più intensi, il bruciore e il pizzichio diventano molto intensi e conducono alla sensazione di un dolore molto forte. Ecco che nelle situazioni più gravi, il dolore non riesce a placarsi, sia in posizione seduta sia in piedi. A questo punto, è necessario agire sul dolore alle emorroidi con prodotti mirati, che agiscono in modo anestetico locale ma che possono anche essere ricercati in soluzioni farmacologiche da assumere per via orale.

Come si sconfigge il dolore alle emorroidi? Recandosi dal proprio medico curante è possibile chiedere la prescrizione di pomate o creme e unguenti che svolgono sia un’azione sfiammante sia anestetica locale. Si tratta di preparati a base di cortisone, uno steroide che agisce in modo preciso ma che presenta purtroppo molte controindicazioni, in quanto può sensibilizzare la zona e dare vita a situazioni allergiche.

Il cortisone non può, inoltre, essere impiegato in caso di cicatrici, abrasioni o tagli, poiché non ne favorisce la cicatrizzazione. Il prodotto non può neanche essere assunto in gravidanza e spesso è sconsigliato se il paziente sta già assumendo altre tipologie di farmaci per problemi diversi. Quali sono, quindi, le alternative per placare il dolore alle emorroidi? Ce ne sono molte, come ad esempio la enilefrina, una molecola che restringe i vasi sanguigni e che può essere utilizzata anche in gravidanza, o la nifedipina, una speciale molecola che rilassa la muscolatura.

Molte persone si affidano ad analgesici assunti per via orale, come ad esempio l’aspirina che aiuta a sgonfiare le zone interessate e a placare il dolore, oppure a canonici antidolorifici come l’ibuprofene. Si tratta di prodotti farmaceutici che chiedono di essere associati a rimedi topici efficaci, poiché essi si occupano solamente di bloccare le terminazioni nervose che fanno percepire il dolore e non di risolvere il problema alla radice.

Ecco che una buona terapia del dolore può essere attuata per via topica o orale, ma chiede sempre di associarsi a rimedi che risolvono il problema nella loro essenza, che a loro volta possono essere farmacologici oppure naturali. Le cure naturali per le emorroidi sono auspicabili, ma non possono offrire una sedazione immediata del dolore, a meno che le emorroidi non siano molto leggere. L’impiego di preparati vegetali si propone come un’ottima via da percorrere, ma se il dolore è intenso è sempre utile chiedere un consulto medico e quindi attuare una terapia antidolore farmacologica, almeno durante le fasi acute del problema.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.